giovedì 23 luglio 2015

In attesa... Luca 12:35-40


Luk 12:35 "I vostri fianchi siano cinti,e le vostre lampade accese;
Luk 12:36 siate simili a quelli che aspettanoil loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli appena giungerà ebusserà.
Luk 12:37 Beati quei servi che il padrone,arrivando, troverà vigilanti! In verità io vi dico che egli si rimboccherà levesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
Luk 12:38 Se giungerà alla seconda o allaterza vigilia e li troverà così, beati loro!
Luk 12:39 Sappiate questo, che se il padronedi casa conoscesse a che ora verrà il ladro, veglierebbe e non si lascerebbescassinare la casa.
Luk 12:40 Anche voi siate pronti, perché ilFiglio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate".


Viviamo in un mondo in cui molto spesso siamo costrettiad aspettare ma, nonostante questa caratteristica, l’attesa ci rende spessonervosi, agitati, scortesi, irrequieti. Ogni volta che entriamo in un ufficiopostale ci lamentiamo per le lunghe attese, quando andiamo a fare la spesacontrolliamo nervosamente la fila accanto alla nostra, per vedere quale è piùveloce. Aspettiamo dal dottore, in aeroporto, al casello. Aspettiamo che ilprofessori arrivi all’appuntamento e che lo stipendio venga pagato, aspettiamoche il nuovo capitolo del nostro film preferito esca e che il vestito ordinatosu internet arrivi. Non so se l’avete notato ma questa settimana ha fattoveramente caldo. Io aspetto con ansia che le temperature scendino perché honotato che l’afa mi indebolisce e non mi fa ragionare come mio solito. Inquesti giorni sono particolarmente fiacco e questa situazione ha avuto ilculmine quando sono andato dal benzinaio con la mia moto. Invece di metterebenzina ho riempito il serbatoio di diesel! Di conseguenza ho dovuto portare lamoto dal meccanico e dover aspettare una giornata prima di poterla riprendere equesta inaspettata attesa ha scombussolato tutti i miei piani. Viviamo in unasocietà che ci dice costantemente che se non stiamo facendo qualcosa di benspecifico, se non stiamo lavorando a qualcosa, se non siamo impegnati inqualcosa allora non stiamo facendo la cosa giusta. Eppure la Bibbia ci sembramostrare qualcosa di leggermente diverso. Nella Parola di Dio troviamoinnumerevoli episodi e racconti di persone che hanno dovuto aspettare per ore,giorni, anni, decenni e secoli.
Alcuni rapidi esempi:
Vi ricordate di Israele, quando si ritrova con ilMar Rosso davanti e l’esercito egiziano alle spalle? Nell’immaginariocollettivo spesso si crede che il Mar Rosso si sia diviso in un attimo per farpassare gli ebrei. Ma non è esattamente così che è andata:

Exo 14:10 Quando il faraone si avvicinò, ifigli d'Israele alzarono gli occhi; ed ecco, gli Egiziani marciavano alle lorospalle. Allora i figli d'Israele ebbero una gran paura…Exo14:19 Allora l'angelo di Dio, cheprecedeva il campo d'Israele, si spostò e andò a mettersi dietro a loro; anchela colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia e si fermò dietro a loro,
Exo 14:20 mettendosi fra il campo dell'Egittoe il campo d'Israele. La nuvola era tenebrosa per gli uni, mentre rischiaravagli altri nella notte. Il campo degli uni non si avvicinò a quello degli altriper tutta la notte.
Exo 14:21  Allora Mosè stesela sua mano sul mare e il SIGNORE fece ritirare il mare con un forte ventoorientale, durato tutta la notte, e lo ridusse in terra asciutta. Le acque sidivisero,
Exo 14:22 e i figli d'Israele entrarono inmezzo al mare sulla terra asciutta; e le acque formavano come un muro alla lorodestra e alla loro sinistra.

Gli israeliti, appena usciti dall’Egitto, rimaseroper ore ad aspettare che il mare si dividesse, sapendo che alle loro spalle,dietro le nuvole, c’erano i loro nemici.
Un altro esempio: Paolo, o Saulo, sulla via perDamasco.

Act 9:3  E durante ilviaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d'improvviso, sfolgoròintorno a lui una luce dal cielo
Act 9:4 e, caduto in terra, udì una voceche gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?"
Act 9:5 Egli domandò: "Chi sei,Signore?" E il Signore: "Io sono Gesù, che tu perseguiti. [Ti è durorecalcitrare contro il pungolo.
Act 9:6 Egli, tutto tremante e spaventato,disse: Signore, che vuoi che io faccia? Il Signore gli disse:] Àlzati, entranella città e ti sarà detto ciò che devi fare".
Act 9:7 Gli uomini che facevano il viaggiocon lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno.
Act 9:8 Saulo si alzò da terra ma, apertigli occhi, non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono aDamasco,
Act 9:9 dove rimase tre giorni senza vederee senza prendere né cibo né bevanda.

Provate ad immaginarvi la scena! Paulo ha appenaavuto un incontro ravvicinato col Signore e si ritrova a dover aspettare, contutte le sue domande, i suoi dubbi, i suoi interrogativi. Notate bene: ilSignore aveva ordinato a Paolo di entrare a Damasco e non gli aveva detto necosa ne quando qualcosa sarebbe successo. Paolo aveva appena scoperto di averservito, tutta la sua vita, il padrone sbagliato e Dio gli ordina di starsenebuono, in attesa.

Un ultimo esempio. Uno dei versetti che sento piùusare è il seguente:
Jer 29:11 Infatti io so i pensieri che meditoper voi", dice il SIGNORE: "pensieri di pace e non di male, per darviun avvenire e una speranza.

Molti, però, sembrano dimenticarsi del contestodel versetto. È incredibilmente vero che il Signore ha il desiderio di darciuna speranza e un avvenire, ma questo desiderio a volte si esprime in formediverse rispetto il nostro piano d’azione. Guardiamo insieme i versetti cheprecedono e seguono quello che abbiamo letto.

Jer 29:10  Poiché così parlail SIGNORE: "Quando settant'anni saranno compiuti per Babilonia, io vivisiterò e manderò a effetto per voi la mia buona parola facendovi tornare inquesto luogo.
Jer 29:11 Infatti io so i pensieri che meditoper voi", dice il SIGNORE: "pensieri di pace e non di male, per darviun avvenire e una speranza.
Jer 29:12 Voi m'invocherete, verrete apregarmi e io vi esaudirò.
Jer 29:13 Voi mi cercherete e mi troverete,perché mi cercherete con tutto il vostro cuore;
Jer 29:14 io mi lascerò trovare da voi",dice il SIGNORE; "vi farò tornare dalla vostra prigionia; vi raccoglieròda tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho cacciati", dice ilSIGNORE; "vi ricondurrò nel luogo da cui vi ho fatti deportare".

Il Signore, in questo caso specifico, promette aisuoi che saranno liberati ma promette anche che resteranno in esilio per 70anni.
Di esempi ce ne sarebbero tanti altri nellaBibbia. Ma se dovessimo analizzare gli anni passati in prigione da Giuseppe, oin esilio da Davide e Mosè, o i quaranta anni nel deserto di Israele la vostrasarebbe una lunghissima attesa prima del pranzo. Ma mi sembra evidente cheaspettare sia qualcosa che il Signore ci chiede di fare molto spesso. Magaripensate di non essere d’accordo con questa affermazione ma vi posso assicurareche tutti i credenti hanno qualcosa in comune: l’attesa del ritorno di GesùCristo. Ci sono credenti che stanno aspettando da migliaia di anni. Ed èproprio di questo che Gesù parla nei versetti che abbiamo letto questa mattina.Nelle nostre vite ci possono essere tante attese ma le nostre esistenze devonoessere caratterizzate dall’attesa del ritorno di Gesù. Il Signore ci hapromesso una cosa: egli ritornerà! E allora come dobbiamo vivere in attesa delsuo ritorno?

Credo che la risposta a questa domanda si troia intanti versetti del capitolo 12 che stiamo studiando insieme.
Innanzitutto dobbiamo riconoscere Gesù come Figliodi Dio:

Luk 12:8  Or io vi dico:chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomoriconoscerà lui davanti agli angeli di Dio;

inoltre dobbiamo accumulare dei tesori in cielo e non in terra (versetti 20e 21), smettere di preoccuparci in continuazione perché tutto viene da Dio edegli vuole provvedere ai nostri bisogni (versetti 29-31).

Nei versetti 35-40 Gesù spiega in che modo dobbiamo aspettare. Come sappiamo bene non si tratta di unaattesa passiva, pigra, disinteressata. Non possiamo pensare di sederci in unangolo, osservare il mondo mentre corre verso la perdizione e aspettare ilritorno di Gesù. Ecco alcune caratteristiche dell’attesa del ritorno di Gesù daparte dei credenti.

1-     I vostri fianchi siano cinti: o, in altre parole,rimboccatevi le maniche. AI tempi diGesù era normale per gli uomini indossare delle lunghe tuniche. Cingere ifianchi voleva dire piegare i bordi delle tuniche intorno alla vita. Ma perchési faceva questa cosa? Perché altrimenti la tunica sarebbe stata d’impicciodurante il lavoro o si sarebbe sporcata durante un cammino. Così come i serviin quell’epoca dovevano preparare e sistemare i loro indumenti in modo poterlavorare, in modo da essere operativi, anche noi dobbiamo prepararci per poterservire il Signore in attesa del suo ritorno. Questo vuol dire che dobbiamofare delle scelte in modo tale da essere pronti a lavorare per il Signore, aservire il Signore.  Accettare il Signorecome proprio Salvatore è la prima scelta che ci rende “arruolabili” come servidel Signore. Ma ci sono altre cose che dobbiamo fare per essere con i fianchicinti, per essere pronti: abbandonare dipendenze che non ci fanno bene,allontanarci da compagnie che ci influenzano negativamente e che non riusciamoa cambiare, essere disposti ad iniziare un cammino di discepolato e viadicendo.
2-    Le vostre lampade accese. Se i fianchi cinti indicano illavoro di preparazione le lampade accese ci ricordano che il lavoro continuafino a quando non ritorna il Signore. Oggi siamo abituati a spingere unpulsante ed ad avere la lampadina perennemente accesa, fino a quando non va viala corrente o smettiamo di pagare la bolletta. Ma come abbiamo visto l’ultimavolta, le lampade usate all’epoca avevano bisogno di essere controllate, l’olioche bruciava doveva essere riempito. Lo stesso vale nella nostra vita. Lapreparazione, le scelte che abbiamo fatto nel passato non devono rimanere unbel ricordo, ma devono avere un impatto sulla vita di tutti i giorni, le nostreazioni devono costantemente essere giudicate alla luce della Parola di Dio. Lostudio della Bibbia, la preghiera, la comunione con Dio e con i nostrifratelli, l’impegno quotidiano per il prossimo sono l’olio che deve farbruciare le nostre lampade in attesa del ritorno di Cristo.
3-    Siate simili a quelli che aspettano il padrone. Secingere i fianchi e mantenere le lampade accese sono due azioni pratiche questaterza esortazione tocca il nostro atteggiamento. Come deve essere il nostrospirito mentre aspettiamo? Gesù ci ha promesso di tornare e coloro che sono giàfigli di Dio devono vivere di conseguenza. Coloro che, invece, questa sceltaancora non l’hanno presa, dovrebbero riflettere sulla promessa di Gesù. Viveresapendo che il Re sta per tornare vuol dire mettere ogni cosa nella giustaprospettiva, vuol dire vivere gioiosamente nell’attesa e anche nei momentidifficili perché sappiamo che Lui sta tornando, come il padrone che tornafestoso dalle nozze. Vuol dire dover rendere conto a Lui e non a coloro che,visto la sua apparente assenza, pensano di essere a capo. Vuol dire vivere conla consapevolezza che non importa quale sia la situazione noi siamo più chevincitori, quindi possiamo essere fiduciosi, speranzosi, gioiosi senzadiventare fastidiosi o orgogliosi.

Una delle cose più incredibilidel Signore è che egli, pur non dovendoci niente, è estremamente generoso. IlSignore potrebbe limitarsi ad ordinarci di aspettare. Invece ci promette che alsuo ritorno i servitori fedeli saranno trattati come amici, avranno l’onore disedere alla stessa tavola del padrone ed essere addirittura serviti da Lui.Voglio chiudere con questa immagine. Il Signore ha promesso che saremo con Luiun giorno e, come fratelli e amici, spenderemo l’eternità insieme. Spero cheoggi non solo ci è stato ricordato come aspettare e vivere durante la nostraattesa più importante ma anche ci è stato ricordato che cosa ci aspetta. Spessodobbiamo affrontare delle situazioni che sembrano essere senza via d’uscita, otroppo difficili da essere vere. A volte non capiamo perché il Signore permettadeterminate cose: un figlio che si allontana, un coniuge che viene a mancare,una malattia. Ma, ogni situazione, alla luce del ritorno di Cristo, ha lagiusta dimensione. Spesso in queste situazioni Dio ci chiede di aspettare.Anche quando gli chiediamo urlando di cambiare la situazione in cui citroviamo. Dio ci chiede di aspettare. “Sta' in silenzio davanti al SIGNORE, e aspettalo” e "Fermatevi",dice, "e riconoscete che io sono Dio” sono due ottimi consigli che riceviamo daisalmisti. Ma come abbiamo visto oggi l’attesa deve esser vissuta nella manieregiusta: non facendo finta che il padrone non ritornerà ma nemmeno disperandociperché egli è lontano. Cingere i fianchi, la preparazione, mantenere le lampadeaccese, l’impegno costante nel tempo, ed avere un animo simile a quello diservi che aspettano il loro padrone, il nostro atteggiamento, sono aspettifondamentali della nostra attesa. Continuiamo ad aspettarLo, ma nel modogiusto. Continuiamo ad aspettarLo, sapendo che ritornerà. Continuiamo adaspettarLo, mettendo in pratica nella vita di tutti i giorni quello cheimpariamo da questa attesa. Continuiamo ad aspettarLo, vivendo come se Luifosse già tornato.

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